L’harees è uno dei piatti più iconici della cucina tradizionale degli Emirati Arabi Uniti e dell’intera regione del Golfo. Preparato con pochi ingredienti semplici — grano intero, carne, acqua e sale — rappresenta un esempio perfetto di cucina autentica legata alla tradizione e alla vita comunitaria.
La caratteristica principale dell’harees è la lunga cottura lenta, che trasforma il grano e la carne in una crema densa e vellutata. È un piatto nutriente, antico e profondamente radicato nella cultura emiratina.
Nel 2023, l’harees ha ottenuto un riconoscimento internazionale importante: è stato inserito nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO.
Questa è la mia proposta per la rubrica “Viaggio nei Patrimoni Gastronomici UNESCO- Storie di gusto e cultura del cibo”, dedicata alla scoperta dell’harees come simbolo della tradizione culinaria degli Emirati Arabi Uniti. Elisa invece ha preparato il mansaf, piatto nazionale della Giordania

Cos’è l’harees? Il piatto tradizionale degli Emirati Arabi Uniti
La sua preparazione si basa su ingredienti semplici ma richiede tempo e pazienza. Il piatto nasce come alimento sostanzioso adatto alle comunità che vivevano in ambienti desertici, dove servivano preparazioni ricche di energia e facili da condividere.
Grazie alla sua diffusione nelle celebrazioni religiose e nelle occasioni familiari, l’harees è diventato parte integrante dell’identità culinaria emiratina.
Harees e Patrimonio UNESCO
Nel 2023 l’harees è stato riconosciuto come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO grazie alla candidatura congiunta di Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Oman e Qatar.
Secondo l’UNESCO:
“Harees is a traditional dish associated with social solidarity and shared cultural identity, especially during religious and social celebrations.”
Fonte ufficiale: UNESCO – Intangible Cultural Heritage
https://ich.unesco.org/en/RL/harees-dish-know-how-skills-and-practices-01744
Perché è stato riconosciuto?
L’UNESCO ha riconosciuto l’harees perché:
- È parte fondamentale dell’identità culturale del Golfo
- Rafforza la coesione sociale
- Viene tramandato di generazione in generazione
- È legato a celebrazioni come il Ramadan e feste familiari
Harees e Ramadan: tradizione e condivisione
L’harees è strettamente legato al periodo del Ramadan, il mese sacro dell’Islam, durante il quale viene preparato e consumato in molte famiglie degli Emirati Arabi Uniti e del Golfo.
Tradizionalmente viene servito durante l’iftar, il pasto che interrompe il digiuno al tramonto. Grazie alla sua consistenza nutriente e alla presenza di carboidrati e proteine, l’harees rappresenta un piatto ideale per recuperare energie dopo una giornata di digiuno.
Durante il Ramadan, la preparazione dell’harees assume anche un forte valore sociale:
- Viene cucinato in grandi quantità
- È spesso condiviso con vicini e comunità
- Può essere distribuito a chi ne ha bisogno
- Rappresenta un gesto di ospitalità e solidarietà
Proprio questa dimensione collettiva ha contribuito al riconoscimento dell’harees come Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO, poiché non è solo una ricetta, ma una pratica sociale viva e partecipata
Storia e tradizione dell’harees
Le origini dell’harees risalgono a secoli fa. Preparazioni simili a base di grano cotto lentamente con carne sono documentate nella cucina medievale araba.
Negli Emirati, l’harees nasce come alimento energetico per le comunità che vivevano in condizioni desertiche. Gli ingredienti erano semplici ma sostanziosi, perfetti per sostenere le famiglie durante le attività quotidiane.
Tradizionalmente viene preparato durante:
- Ramadan
- Matrimoni
- Festività religiose
- Occasioni di incontro comunitario
Spesso viene cucinato in grandi pentole e condiviso con vicini e persone in difficoltà, rafforzando il valore della solidarietà.
Ingredienti dell’harees: semplicità e tradizione
Gli ingredienti dell’harees sono estremamente semplici, ma proprio questa semplicità rappresenta l’essenza della cucina tradizionale degli Emirati Arabi Uniti.
La ricetta autentica prevede pochi elementi fondamentali:
- Grano intero ammollato, che costituisce la base del piatto e dona la consistenza cremosa
- Carne con ossa, tradizionalmente agnello, manzo o pollo, che rilascia sapore durante la lunga cottura
- Acqua, necessaria per la cottura lenta e per ottenere la consistenza tipica
- Sale, usato con moderazione per esaltare i sapori naturali
- Ghee (burro chiarificato), aggiunto alla fine per conferire aroma e morbidezza
In alcune varianti moderne possono essere presenti leggere aggiunte, ma nella versione autentica gli ingredienti rimangono essenziali. Proprio questa combinazione minima permette di valorizzare la qualità delle materie prime e il metodo di preparazione tradizionale.
La lunga cottura trasforma questi elementi in una crema densa e uniforme, simbolo della cucina domestica del Golfo.
La ricetta che ho scelto di utilizzare arriva da: Freejna – Ramadan Main Course, ho solo utilizzato pollo al posto del manzo.
Harees: il piatto degli Emirati Patrimonio UNESCO
Portata: Piatto unico
Porzioni: 3-4 persone
Preparazione: 10 minuti
Cottura: 4 – 5 ore
Tempo totale: 5 ore circa
Ingredienti
- 250 g di pollo con ossa, senza pelle
- 250 g di grano
- Sale
- Ghee
- Acqua
Preparazione
- Sciacquate il grano, mettetelo in una ciotola e coprite di acqua, lasciate riposare per almeno 8 ore.
- Mettete il pollo in un tegame, coperto abbondantemente con acqua, unite il sale e portate a bollore, lasciate bollire a fuoco lieve per circa 1 ora, togliete la schiuma che si formerà durante la cottura.
- Aggiungete al brodo di pollo il grano e lasciate cuocere altre 2-3 ore, o finché sia la carne che il grano inizieranno a disfarsi.
- Togliete le ossa e frullate con un frullatore a immersione.
- Versate la crema ottenuta nei piatti e condite con il ghee fuso.

Perché L’harees È Importante nella cucina degli Emirati?
L’harees non è solo un piatto tradizionale emiratino, ma un simbolo di:
- Identità culturale
- Condivisione sociale
- Tradizione culinaria del Golfo
- Patrimonio gastronomico riconosciuto a livello mondiale
Grazie al riconoscimento UNESCO, oggi è considerato uno dei piatti più rappresentativi della cultura gastronomica araba.
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